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Accettare L'OSPITE INATTESO
DI: Thomas McCarthy CON: Richard Jenkins, Haaz Sleiman, Danai Jekesai Gurira, Hiam Abbass, Marian Seldes GENERE: Commedia DUARATA: 104 minuti ANNO: 2008 FRASE: "Siamo illegali. Non abbiamo la cittadinanza." "Amico mio" Walter Vale, professore di economia ormai vedovo da 5 anni, vive solo nel Connecticut. Aggrappandosi al passato cerca di imparare a suonare il pianoforte, strumento di lavoro della moglie, cambiando molte insegnati. Accetta di sostituire un collega in una conferenza a New York. Mentre entra nel suo appartamento ormai disabitato da anni, viene aggredito da una coppia a cui è stato affittato l'abitazione da un tipo. Walter invita i due ragazzi a rimanere nell'appartamento fino a quando non troveranno un'altra casa. Tarek, viene dalla Siria e suona il tamburo africano in una band, invece Zainad è africana e vende gioielli di stoffa che crea lei stessa. Walter diventa presto amico a Tarek, i due si compensano, Walter gli dà alloggio e Tarek gli insegna a suonare il tamburo africano. Mentre entrambi tornano da una giornata al parco, dove sono andati a suonare insieme ad altre persone, sotto la metropolitana vengono fermati dai poliziotti. Tarek viene portato in un centro di detenzione nel Queens perchè è un' immigrato irregolare. Mouna, la madre di Taerek, non sentendo più suo figlio da giorni và a trovarlo e lì incontra Walter. Tutto il film poggia sul personaggio di Walter, un uomo apparentemente formale, ma che sotto cova molta voglia di vivere e di rinascere. La sceneggiatura è basata su quest'apparente calma che nasconde un turbine di emozioni. Il sentimento dei due ragazzi che appare così monotono ma che nelle scene finali si rivela un grande amore. Il personaggio di Mouna, anche lei vedova e con poca voglia di vivere, ma piena di sogni e desideri ancora da realizzare. La metafora degli strumenti musicali è fantastica, il pianoforte, quindi la musica classica, come melodia del passato, leggera e soave, il tamburo africano, il ritmo incessante del presente, della voglia di vivere e di far battere ancora il cuore attraverso i colori solari di quella terra. I sentimenti sono trasmessi in modo molto delicato, è un'opera sensibile che fà respirare malinconia, ma allo stesso tempo la denuncia è forte e marcata. L'incontro tra diversi non è solo sfiducia e paura, l'estraneo non è sempre nemico, gli immigrati non sono tutti terroristi ma posso diventare amici e persino insegnarci qualcosa. Piccolo e toccante film, che parla della vita, è quasi un documentario: ci mostra la perdita, la morte delle persone care, e la sorpresa che ci fa vivere ancora. Rimane serio fino all'ultima scena, non azzarda a un finale troppo sentimentale. Ci fà entrare in pieno nella sindrome post 11 Settembre, New York è priva delle sue torri gemelle e nell'ultima scena si vede la bandiera a stelle e strisce svanire.
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