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Cinescopio...

 

 

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CHANGELING, la speranza di una madre.

 

DI: Clint Eastwood

CON: Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner

GENERE: Drammatico

DURATA: 140 Minuti

ANNO:2008

FRASE: "Non colpire mai per primo, ma colpisci sempre per ultimo"

 

Los Angeles 10 marzo 1928, Christine Collins madre nubile, lascia da solo a casa suo figlio Walter, al ritorno dal lavoro il bambino non c'è più. Dopo 5 mesi di ricerche, la polizia sembra aver risolto il caso. In stazione viene consegnato a Christine un bambino che dice di essere Walter, ma lei è certa che quello non è suo figlio sin dal primo sguardo. La stessa certezza ce l'hanno delle persone che conoscono molto bene Walter: il suo dentista, la sua maestra e i compagni di scuola. Delle prove sottolineano la loro sicurezza, il ragazzo è più basso di 9 cm ed inoltre è circonciso. Ma la polizia e l'opinione pubblica, desiderosi di un lieto fine, fanno internare Christine, attribuendole disturbi mentali che non gli avrebbero fatto riconoscere il figlio. Nella clinica psichiatrica incontra molte donne che come lei sono "Codice 12", una prostituta che ha denunciato un cliente poliziotto che la picchiava, la moglie di un poliziotto violento e diversi altri casi. Christine, sostenuta dal reverendo Guistav Briegleb, continua a lottare per continuare le ricerche e per far giustizia a tutte quelle donne che come lei stanno subendo maltrattamenti non giustificati. Ma un'altra vicenda di cronaca si aggiunge a quella di Chistine. Viene arrestato un rapinatore e massacratore di bambini, questo potrebbe portare alla soluzione di tutto, e Walter potrebbe essere tra le sue vittime. Nella locandina vediamo la protagonista interpretata da Angelina Jolie versione anni 30, carrè mosso e cappello a cloche, bocca carnosa e sguardo abbassato verso l'ombra di un bambino, ma chi è il bambino? Dov'è il suo bambino? Ecco queste domande iniziano a sorgere prima ancora di vedere il film, e quel bianco di sfondo ci da Speranza, luce. Una parte drammatica come quella di Christine ha richiesto una donna che nella realtà è davvero mamma, che comprende quanto è terribile non sapere cosa sia realmente successo a suo figlio. La sofferenza si legge in ogni scena, in ogni piccola e singola inquadratura, una mamma che mantiene la calma e si dà coraggio per superare il suo dramma, che dentro di lei sa che suo figlio è vivo perchè lo sente, perchè una madre anche senza certezze degli altri sa cos'è successo a suo figlio. L'amore materno non può essere di certo cancellato dalla corruzione delle istituzioni. Tutto questo dolore immane non viene urlato, tutto è racchiuso nell'animo e per questo lo spettatore lo sente di più, è il contrasto con la compostezza che da rabbia. E noi davanti allo schermo siamo realmente partecipi, angosciati e fiduciosi. Manca il respiro, lo stomaco si stringe e le lacrime scendono involontariamente.  Christine aveva insegnato a suo figlio ad essere gentile con gli altri probabilmente fu ucciso perchè tornò indietro a salvare un suo compagno in fuga, ma questo non si saprà mai.

 

 

 

 

 

TRAILER


 

 

Le recensioni pubblicate nelle Rubrica Cinescopio sono curate da Ely
giovane aspirante giornalista con la passione del cinema