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Gli Editoriali di Giuseppe Genta
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Prato Nevoso come del resto le altre località turistiche della montagna si sta apprestando a vivere la propria stagione estiva, stagione che non è iniziata nel migliore dei modi grazie all’incendio che ha distrutto il residence Diamant e che ha portato Prato Nevoso sotto gli occhi di tutti: quotidiani, giornali locali, giornali on line e telegiornali hanno dato eco ad un fatto di cronaca di cui si farebbe volentieri a meno di dover raccontare anche perché rimane come un biglietto da visita color pece negli occhi della gente. E pensare che sarebbero altre le immagini da trasmettere ai possibili fruitori della nostra località, mentre invece le poche cose che si vedono in giro navigando in rete non sono niente altro che le solite promesse da marinaio che anno dopo anno rimandano a questo o quell’evento o attrazione che però puntualmente si terrà l’anno prossimo. L’unica certezza della stagione estiva di Prato Nevoso ? l’avere sotto gli occhi quelle fioriere tanto decantate negli anni scorsi ma mai arrivate …. Forse e proprio da qui che bisognerebbe ripartire! Buona estate …. |
GENNAIO
Non si
può dire che non sia stato un Capodanno con il botto quello che ha visto
protagonista la nostra località turistica, e che botto!
Una serata che doveva essere vissuta in allegria e serenità dalle
numerose famiglie che avevano raggiunto Prato Nevoso per trascorrervi le
vacanze di fine anno, si è trasformata in un autentico incubo: petardi
sparati ad altezza d'uomo, la conca trasformata in una sorta di
Piedigrotta montana, una moltitudine di giovani che ramingavano per il
paese già dalle prime ore del pomeriggio con in mano bottiglie di
liquori vari e che sono giunti per la gran parte completamente sbronzi
al passaggio dell'anno.
Risultato? Le famiglie, a parte quelle impegnate nei vari cenoni nei
ristoranti, si sono guardate bene dal mettere il naso fuori di casa per
cui l'intero paese è rimasto in balia di una marmaglia di giovani che
hanno combinato di tutto e di più, come del resto si è letto sulle
cronache dei giornali locali.
Ora viene spontaneo porsi una domanda, ma la nostra tanto sbandierata
stazione sciistica di charme, pubblicizzata a dismisura sui quotidiani,
ha saputo raccogliere come frutto della propria promozione questa orda
di delinquenti?
Sarebbe forse il caso che qualcuno riflettesse su quanto è accaduto,
anche perchè non abbiamo notizia che nelle altre stazioni sciistiche che
vanno per la maggiore la serata di Capodanno sia stata un incubo, ma al
contrario tutto si è svolto in assoluta tranquillità e serenità come è
giusto che sia in località che devono richiamare TURISTI e non TEPPISTI.
Ci auguriamo che questo episodio possa contribuire a far capire a chi
deve capire che Prato Nevoso potrà crescere unicamente quando si
ragionerà sul fatto che prima di ogni altra cosa bisogna investire sul
turismo famigliare, perchè sono le famiglie che portano economia e per
investire sulle famiglie la prima cosa da fare è costruire nuovi
alberghi che possano garantire posti letto in quantità e come
conseguenza un aumento sensibile delle presenze nell'intero arco della
stagione invernale ed estiva.
Prato Nevoso ad oggi ha tre alberghi che come numero di camere
disponibili in totale raggiungono a mala pena il numero che di solito è
in grado di fornire un solo Hotel; se veramente si vuol fare decollare
Prato Nevoso l'imperativo categorico è quello di creare almeno mille
posti letto attraverso la costruzione di nuove strutture ricettive
destinate unicamente a tale scopo, quindi niente residence, casevacanze,
ecc.
Giusto per ritornare ai botti iniziali, abbiamo letto di tutto e di più
in fatto di presenze stimate lungo l'arco delle vacanze natalizie, noi
ci limitiamo a sottoscrivere l'analisi fatta da Limone e cioè che è
innegabile che vi è stata una flessione del 20%, il resto è aria fritta.
Marzo è il mese della classicissima del ciclismo, quella
Milano – Sanremo che pur avendo perso con il passare degli anni il suo fascino
rimane al contrario per gli operatori del turismo invernale un punto fermo che
sancisce la fine della stagione invernale; quello che avviene in montagna da San
Giuseppe in avanti non può far testo nell’economia della stagione,
indipendentemente dal fatto che debba ancora arrivare il weekend pasquale,
insomma la terza settimana di marzo è quella che fa capire a chi vive del
turismo di montagna che i giochi sono fatti.
E a proposito di giochi l’economia del nostro comprensorio presenta quest’anno
un bilancio fallimentare tale e quale a quello ottenuto dalla pattuglia di
atleti azzurri nelle Olimpiadi di Vancouver.
Hotel che si trovano a fare i conti con cali di presenze da incubo, attività
direttamente collegate allo sci che registrano una flessione del 20-30% sugli
incassi e attività di ristorazione e di commercio al dettaglio che toccano
picchi di flessione tra il 40 e il 50%.
Molti si chiederanno il perché di tutto questo e pur riconoscendo che l’aria di
crisi che serpeggia nel Paese non ha risparmiato la montagna, viene spontaneo
porsi una domanda : gli italiani non vanno più in vacanza? Niente di più falso,
gli italiani non rinunciano alla vacanza o a coltivare i loro hobbies o a
praticare lo sport preferito, ma lo fanno con un occhio più attento alla scelta
dell’offerta che viene loro proposta ed è qui che casca l’asino per il nostro
comprensorio che oggi raccoglie quello che ha seminato.
Come si può pensare di operare in una stazione turistica con la T maiuscola
quando si può offrire ai turisti fai da te o peggio ancora ai tour operator la
disponibilità di tre Hotel per un totale di poco più di 150 camere; il turismo
in questi anni è cambiato grazie anche all’avvento di internet che ha portato
l’offerta direttamente nelle case della gente ed in più è cambiato il modo di
fare turismo, la donna oggi è chiamata il più delle volte a fare un doppio
lavoro all’interno ed all’esterno della famiglia, per cui è sacrosanto che nel
momento in cui la famiglia decide di andare in vacanza , la donna orienti la
scelta su una soluzione che la faccia sentire veramente in vacanza, per cui ecco
che non si vuol più sentir parlare di case vacanza, residence, alloggi in
affitto o cose simili, meglio una vacanza più corta ma serviti e riveriti.
Certo suona difficile vedere margini di ripresa a breve termine, ma impostando
da subito una oculata politica edilizia che tenga conto di dare priorità
assoluta alla creazione di nuove strutture ricettive forse nel giro di quattro o
cinque anni si potrà nuovamente vedere un po’ di luce, nel frattempo si
preannunciano tempi duri per tutti gli operatori turistici del comprensorio, ma
questa contrariamente a quanto si potrebbe pensare … non è una novità.
Un proverbio sul mese di aprile recita “ aprile quando piange
e quando ride “ e l’aprile di questo duemiladieci sarà per gli operatori della
montagna uno di quelli che porterà solo ed unicamente pianto.
Il perché lo si capisce analizzando i dati resi noti dall’ A.T.L. del cuneese
relativi alle presenze turistiche del 2009 sul nostro territorio; dati che
evidenziano in maniera inequivocabile come nel mese di dicembre 2009 vi sia
stato un calo di presenze del 24,4%, fatto questo che la dice lunga di come
possa essere andata in termini economici la stagione invernale che si sta per
concludere.
Una stagione da dimenticare dove si sono registrate flessioni che vanno dal 25
al 50 per cento a seconda del tipo di attività esercitata, con il settore della
ristorazione fortemente penalizzato anche se le attività di noleggio che si
assestano sul 25% in meno non hanno di che gioire.
Cosa dire se non che si è toccato il fondo, per cui ci auguriamo che si possa
unicamente risalire da una situazione che colloca l’operatore turistico della
montagna in un evidente stato di disagio.
Sarà interessante vedere cosa sta bollendo nella pentola di chi dovrebbe
preoccuparsi di promuovere il nostro territorio, noi possiamo solamente ripetere
per l’ennesima volta che il turismo montano non può più fare a meno di pensare
ad investire anche e soprattutto nella stagione estiva, a maggior ragione se le
stagioni invernali ci consegnano anno dopo anno risultati fallimentari!
Buon lavoro!
Giugno è il mese in cui finisce la scuola
ragion per cui buona parte dei genitori si trova a dover
affrontare il problema dell’affidare in custodia a qualcuno
i propri figli e a chi se non agli amati nonni?
E così succede che chi sta in montagna va al mare ed al
contrario chi sta al mare andrebbe tanto volentieri in
montagna, dove l’aria è fresca e tutto sommato gli stessi
nonni ne trarrebbero giovamento.
Prato Nevoso con la sua miriade di seconde case è il luogo
ideale per mandare in villeggiatura gli uni e gli altri, il
problema però è uno solo, quello della assoluta mancanza di
servizi che offre la nostra località turistica.
Due chicche su tutte quelle che potremmo elencare : una la
mancanza di un presidio medico che possa garantire ai
villeggianti la certezza di avere almeno uno o due giorni
alla settimana un medico in loco, l’altra l’assenza di un
servizio navetta che renda possibile lo spostamento
all’interno del paese ed un collegamento almeno
bisettimanale con Frabosa Sottana e Mondovì.
Si dice che le persone anziane hanno le loro manie, anche se
poi a dire il vero le manie si hanno un po’ a tutte le età,
ad ogni buon conto chi scrive ha conosciuto una persona di
una certa età che ama muovere la macchina il meno possibile
ma che al contrario ama giocare sistematicamente al lotto e
per farlo sarebbe disponibile anche a scendere tre volte a
settimana a valle con la navetta ma se questa non esiste e
Prato Nevoso rimane isolato ecco che il nostro amante del
lotto ha un buon motivo per non voler accompagnare in
villeggiatura i suoi nipoti a Prato Nevoso.
Mai come oggi diventa essenziale per una località turistica
il saper offrire ai propri ospiti i servizi primari in
mancanza di ciò le presenze si ridurranno sempre di più per
venire alla fine confinate nella settimana a cavallo di
ferragosto, per la gioia di tutti gli operatori turistici
che dovrebbero vivere grazie ai proventi delle loro attività
che da stagionali diventeranno di fatto settimanali.