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Pratonevosonews

 Gli Editoriali di Giuseppe Genta 

ANNO 2008
ANNO 2009
 
ANNO 2010
 
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE

 

 

Editoriale del mese

Prato Nevoso come del resto le altre località turistiche della montagna si sta apprestando a vivere la propria stagione estiva, stagione che non è iniziata nel migliore dei modi grazie all’incendio che ha distrutto il residence Diamant e che ha portato Prato Nevoso sotto gli occhi di tutti: quotidiani, giornali locali, giornali on line e telegiornali hanno dato eco ad un fatto di cronaca di cui si farebbe volentieri a meno di dover raccontare anche perché rimane come un biglietto da visita color pece negli occhi della gente.

E pensare che sarebbero altre le immagini da trasmettere ai possibili fruitori della nostra località, mentre invece le poche cose che si vedono in giro navigando in rete non sono niente altro che le solite promesse da marinaio che anno dopo anno rimandano a questo o quell’evento o attrazione che però puntualmente si terrà l’anno prossimo.

L’unica certezza della stagione estiva di Prato Nevoso ? l’avere sotto gli occhi quelle fioriere tanto decantate negli anni scorsi ma mai arrivate …. Forse e proprio da qui che bisognerebbe ripartire!

Buona estate ….

 


GENNAIO

Non si può dire che non sia stato un Capodanno con il botto quello che ha visto protagonista la nostra località turistica, e che botto!
Una serata che doveva essere vissuta in allegria e serenità dalle numerose famiglie che avevano raggiunto Prato Nevoso per trascorrervi le vacanze di fine anno, si è trasformata in un autentico incubo: petardi sparati ad altezza d'uomo, la conca trasformata in una sorta di Piedigrotta montana, una moltitudine di giovani che ramingavano per il paese già dalle prime ore del pomeriggio con in mano bottiglie di liquori vari e che sono giunti per la gran parte completamente sbronzi al passaggio dell'anno.
Risultato? Le famiglie, a parte quelle impegnate nei vari cenoni nei ristoranti, si sono guardate bene dal mettere il naso fuori di casa per cui l'intero paese è rimasto in balia di una marmaglia di giovani che hanno combinato di tutto e di più, come del resto si è letto sulle cronache dei giornali locali.
Ora viene spontaneo porsi una domanda, ma la nostra tanto sbandierata stazione sciistica di charme, pubblicizzata a dismisura sui quotidiani, ha saputo raccogliere come frutto della propria promozione questa orda di delinquenti?
Sarebbe forse il caso che qualcuno riflettesse su quanto è accaduto, anche perchè non abbiamo notizia che nelle altre stazioni sciistiche che vanno per la maggiore la serata di Capodanno sia stata un incubo, ma al contrario tutto si è svolto in assoluta tranquillità e serenità come è giusto che sia in località che devono richiamare TURISTI e non TEPPISTI.
Ci auguriamo che questo episodio possa contribuire a far capire a chi deve capire che Prato Nevoso potrà crescere unicamente quando si ragionerà sul fatto che prima di ogni altra cosa bisogna investire sul turismo famigliare, perchè sono le famiglie che portano economia e per investire sulle famiglie la prima cosa da fare è costruire nuovi alberghi che possano garantire posti letto in quantità e come conseguenza un aumento sensibile delle presenze nell'intero arco della stagione invernale ed estiva.
Prato Nevoso ad oggi ha tre alberghi che come numero di camere disponibili in totale raggiungono a mala pena il numero che di solito è in grado di fornire un solo Hotel; se veramente si vuol fare decollare Prato Nevoso l'imperativo categorico è quello di creare almeno mille posti letto attraverso la costruzione di nuove strutture ricettive destinate unicamente a tale scopo, quindi niente residence, casevacanze, ecc.
Giusto per ritornare ai botti iniziali, abbiamo letto di tutto e di più in fatto di presenze stimate lungo l'arco delle vacanze natalizie, noi ci limitiamo a sottoscrivere l'analisi fatta da Limone e cioè che è innegabile che vi è stata una flessione del 20%, il resto è aria fritta.

 


 FEBBRAIO

 

MARZO

 

Marzo è il mese della classicissima del ciclismo, quella Milano – Sanremo che pur avendo perso con il passare degli anni il suo fascino rimane al contrario per gli operatori del turismo invernale un punto fermo che sancisce la fine della stagione invernale; quello che avviene in montagna da San Giuseppe in avanti non può far testo nell’economia della stagione, indipendentemente dal fatto che debba ancora arrivare il weekend pasquale, insomma la terza settimana di marzo è quella che fa capire a chi vive del turismo di montagna che i giochi sono fatti.
E a proposito di giochi l’economia del nostro comprensorio presenta quest’anno un bilancio fallimentare tale e quale a quello ottenuto dalla pattuglia di atleti azzurri nelle Olimpiadi di Vancouver.
Hotel che si trovano a fare i conti con cali di presenze da incubo, attività direttamente collegate allo sci che registrano una flessione del 20-30% sugli incassi e attività di ristorazione e di commercio al dettaglio che toccano picchi di flessione tra il 40 e il 50%.
Molti si chiederanno il perché di tutto questo e pur riconoscendo che l’aria di crisi che serpeggia nel Paese non ha risparmiato la montagna, viene spontaneo porsi una domanda : gli italiani non vanno più in vacanza? Niente di più falso, gli italiani non rinunciano alla vacanza o a coltivare i loro hobbies o a praticare lo sport preferito, ma lo fanno con un occhio più attento alla scelta dell’offerta che viene loro proposta ed è qui che casca l’asino per il nostro comprensorio che oggi raccoglie quello che ha seminato.
Come si può pensare di operare in una stazione turistica con la T maiuscola quando si può offrire ai turisti fai da te o peggio ancora ai tour operator la disponibilità di tre Hotel per un totale di poco più di 150 camere; il turismo in questi anni è cambiato grazie anche all’avvento di internet che ha portato l’offerta direttamente nelle case della gente ed in più è cambiato il modo di fare turismo, la donna oggi è chiamata il più delle volte a fare un doppio lavoro all’interno ed all’esterno della famiglia, per cui è sacrosanto che nel momento in cui la famiglia decide di andare in vacanza , la donna orienti la scelta su una soluzione che la faccia sentire veramente in vacanza, per cui ecco che non si vuol più sentir parlare di case vacanza, residence, alloggi in affitto o cose simili, meglio una vacanza più corta ma serviti e riveriti.
Certo suona difficile vedere margini di ripresa a breve termine, ma impostando da subito una oculata politica edilizia che tenga conto di dare priorità assoluta alla creazione di nuove strutture ricettive forse nel giro di quattro o cinque anni si potrà nuovamente vedere un po’ di luce, nel frattempo si preannunciano tempi duri per tutti gli operatori turistici del comprensorio, ma questa contrariamente a quanto si potrebbe pensare … non è una novità.

 

APRILE

Un proverbio sul mese di aprile recita “ aprile quando piange e quando ride “ e l’aprile di questo duemiladieci sarà per gli operatori della montagna uno di quelli che porterà solo ed unicamente pianto.
Il perché lo si capisce analizzando i dati resi noti dall’ A.T.L. del cuneese relativi alle presenze turistiche del 2009 sul nostro territorio; dati che evidenziano in maniera inequivocabile come nel mese di dicembre 2009 vi sia stato un calo di presenze del 24,4%, fatto questo che la dice lunga di come possa essere andata in termini economici la stagione invernale che si sta per concludere.
Una stagione da dimenticare dove si sono registrate flessioni che vanno dal 25 al 50 per cento a seconda del tipo di attività esercitata, con il settore della ristorazione fortemente penalizzato anche se le attività di noleggio che si assestano sul 25% in meno non hanno di che gioire.
Cosa dire se non che si è toccato il fondo, per cui ci auguriamo che si possa unicamente risalire da una situazione che colloca l’operatore turistico della montagna in un evidente stato di disagio.
Sarà interessante vedere cosa sta bollendo nella pentola di chi dovrebbe preoccuparsi di promuovere il nostro territorio, noi possiamo solamente ripetere per l’ennesima volta che il turismo montano non può più fare a meno di pensare ad investire anche e soprattutto nella stagione estiva, a maggior ragione se le stagioni invernali ci consegnano anno dopo anno risultati fallimentari!
Buon lavoro!

 

MAGGIO

Se il buongiorno si vede dal mattino ed il mattino è questo mese di maggio che offre ai pochi e malcapitati turisti che si avventurano fino a Prato Nevoso lo spettacolo penoso di una conca piena di rifiuti di ogni genere allora ciò vuol dire che non vi sono più scusanti per nessuno … lasciare un paese in questo stato, un paese che si propone con titoloni faraonici dai principali quotidiani locali e non come una autentica perla nel panorama del turismo montano, vuol dire prima di ogni altra cosa non avere rispetto di se stessi, di chi in questo paese ci abita e di quanto vi arrivano non solo richiamati dalla soffice neve.
Abbiamo più volte segnalato lo stato di degrado in cui versa Prato Nevoso, ora pensiamo che sia giunto il momento in cui chi ha degli interessi in questo paese si faccia avanti per tutelarsi e pensiamo soprattutto ai tanti proprietari di seconde case che si ritrovano con abitazioni che anno dopo anno stanno subendo un lento ed inesorabile abbattimento del proprio valore.
Ci auguriamo che la nuova Amministrazione Comunale voglia mantenere gli impegni presi in campagna elettorale e che tutti gli operatori che operano a Prato Nevoso dal più piccolo al più grande si rendano conto una volta per tutte che due mezzi paesi non servono a nessuno, ne serve uno in grado di rispondere alle richieste ed alle esigenze di chi lo frequenta.
A nostro modo di vedere l’estate che è alle porte, vista anche l’aria di crisi che percorre l’intera penisola e quindi anche le tasche degli italiani, sarà determinante per capire quale sarà il futuro di Prato Nevoso, quello di una stazione turistica al passo con i tempi e con l’evoluzione della richiesta turistica o quello di una nuova Viola San Grèe, giusto per non andare troppo lontano.
Auguri!

GIUGNO

Giugno è il mese in cui finisce la scuola ragion per cui buona parte dei genitori si trova a dover affrontare il problema dell’affidare in custodia a qualcuno i propri figli e a chi se non agli amati nonni?
E così succede che chi sta in montagna va al mare ed al contrario chi sta al mare andrebbe tanto volentieri in montagna, dove l’aria è fresca e tutto sommato gli stessi nonni ne trarrebbero giovamento.
Prato Nevoso con la sua miriade di seconde case è il luogo ideale per mandare in villeggiatura gli uni e gli altri, il problema però è uno solo, quello della assoluta mancanza di servizi che offre la nostra località turistica.
Due chicche su tutte quelle che potremmo elencare : una la mancanza di un presidio medico che possa garantire ai villeggianti la certezza di avere almeno uno o due giorni alla settimana un medico in loco, l’altra l’assenza di un servizio navetta che renda possibile lo spostamento all’interno del paese ed un collegamento almeno bisettimanale con Frabosa Sottana e Mondovì.
Si dice che le persone anziane hanno le loro manie, anche se poi a dire il vero le manie si hanno un po’ a tutte le età, ad ogni buon conto chi scrive ha conosciuto una persona di una certa età che ama muovere la macchina il meno possibile ma che al contrario ama giocare sistematicamente al lotto e per farlo sarebbe disponibile anche a scendere tre volte a settimana a valle con la navetta ma se questa non esiste e Prato Nevoso rimane isolato ecco che il nostro amante del lotto ha un buon motivo per non voler accompagnare in villeggiatura i suoi nipoti a Prato Nevoso.
Mai come oggi diventa essenziale per una località turistica il saper offrire ai propri ospiti i servizi primari in mancanza di ciò le presenze si ridurranno sempre di più per venire alla fine confinate nella settimana a cavallo di ferragosto, per la gioia di tutti gli operatori turistici che dovrebbero vivere grazie ai proventi delle loro attività che da stagionali diventeranno di fatto settimanali.

 

a scuola di web con videomarta