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Gli Editoriali di Giuseppe Genta
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Editoriale del mese |
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Marzo è il mese della classicissima del ciclismo, quella Milano – Sanremo che pur avendo perso con il passare degli anni il suo fascino rimane al contrario per gli operatori del turismo invernale un punto fermo che sancisce la fine della stagione invernale; quello che avviene in montagna da San Giuseppe in avanti non può far testo nell’economia della stagione, indipendentemente dal fatto che debba ancora arrivare il weekend pasquale, insomma la terza settimana di marzo è quella che fa capire a chi vive del turismo di montagna che i giochi sono fatti. E a proposito di giochi l’economia del nostro comprensorio presenta quest’anno un bilancio fallimentare tale e quale a quello ottenuto dalla pattuglia di atleti azzurri nelle Olimpiadi di Vancouver. Hotel che si trovano a fare i conti con cali di presenze da incubo, attività direttamente collegate allo sci che registrano una flessione del 20-30% sugli incassi e attività di ristorazione e di commercio al dettaglio che toccano picchi di flessione tra il 40 e il 50%. Molti si chiederanno il perché di tutto questo e pur riconoscendo che l’aria di crisi che serpeggia nel Paese non ha risparmiato la montagna, viene spontaneo porsi una domanda : gli italiani non vanno più in vacanza? Niente di più falso, gli italiani non rinunciano alla vacanza o a coltivare i loro hobbies o a praticare lo sport preferito, ma lo fanno con un occhio più attento alla scelta dell’offerta che viene loro proposta ed è qui che casca l’asino per il nostro comprensorio che oggi raccoglie quello che ha seminato. Come si può pensare di operare in una stazione turistica con la T maiuscola quando si può offrire ai turisti fai da te o peggio ancora ai tour operator la disponibilità di tre Hotel per un totale di poco più di 150 camere; il turismo in questi anni è cambiato grazie anche all’avvento di internet che ha portato l’offerta direttamente nelle case della gente ed in più è cambiato il modo di fare turismo, la donna oggi è chiamata il più delle volte a fare un doppio lavoro all’interno ed all’esterno della famiglia, per cui è sacrosanto che nel momento in cui la famiglia decide di andare in vacanza , la donna orienti la scelta su una soluzione che la faccia sentire veramente in vacanza, per cui ecco che non si vuol più sentir parlare di case vacanza, residence, alloggi in affitto o cose simili, meglio una vacanza più corta ma serviti e riveriti. Certo suona difficile vedere margini di ripresa a breve termine, ma impostando da subito una oculata politica edilizia che tenga conto di dare priorità assoluta alla creazione di nuove strutture ricettive forse nel giro di quattro o cinque anni si potrà nuovamente vedere un po’ di luce, nel frattempo si preannunciano tempi duri per tutti gli operatori turistici del comprensorio, ma questa contrariamente a quanto si potrebbe pensare … non è una novità.
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GENNAIO
Non si
può dire che non sia stato un Capodanno con il botto quello che ha visto
protagonista la nostra località turistica, e che botto!
Una serata che doveva essere vissuta in allegria e serenità dalle
numerose famiglie che avevano raggiunto Prato Nevoso per trascorrervi le
vacanze di fine anno, si è trasformata in un autentico incubo: petardi
sparati ad altezza d'uomo, la conca trasformata in una sorta di
Piedigrotta montana, una moltitudine di giovani che ramingavano per il
paese già dalle prime ore del pomeriggio con in mano bottiglie di
liquori vari e che sono giunti per la gran parte completamente sbronzi
al passaggio dell'anno.
Risultato? Le famiglie, a parte quelle impegnate nei vari cenoni nei
ristoranti, si sono guardate bene dal mettere il naso fuori di casa per
cui l'intero paese è rimasto in balia di una marmaglia di giovani che
hanno combinato di tutto e di più, come del resto si è letto sulle
cronache dei giornali locali.
Ora viene spontaneo porsi una domanda, ma la nostra tanto sbandierata
stazione sciistica di charme, pubblicizzata a dismisura sui quotidiani,
ha saputo raccogliere come frutto della propria promozione questa orda
di delinquenti?
Sarebbe forse il caso che qualcuno riflettesse su quanto è accaduto,
anche perchè non abbiamo notizia che nelle altre stazioni sciistiche che
vanno per la maggiore la serata di Capodanno sia stata un incubo, ma al
contrario tutto si è svolto in assoluta tranquillità e serenità come è
giusto che sia in località che devono richiamare TURISTI e non TEPPISTI.
Ci auguriamo che questo episodio possa contribuire a far capire a chi
deve capire che Prato Nevoso potrà crescere unicamente quando si
ragionerà sul fatto che prima di ogni altra cosa bisogna investire sul
turismo famigliare, perchè sono le famiglie che portano economia e per
investire sulle famiglie la prima cosa da fare è costruire nuovi
alberghi che possano garantire posti letto in quantità e come
conseguenza un aumento sensibile delle presenze nell'intero arco della
stagione invernale ed estiva.
Prato Nevoso ad oggi ha tre alberghi che come numero di camere
disponibili in totale raggiungono a mala pena il numero che di solito è
in grado di fornire un solo Hotel; se veramente si vuol fare decollare
Prato Nevoso l'imperativo categorico è quello di creare almeno mille
posti letto attraverso la costruzione di nuove strutture ricettive
destinate unicamente a tale scopo, quindi niente residence, casevacanze,
ecc.
Giusto per ritornare ai botti iniziali, abbiamo letto di tutto e di più
in fatto di presenze stimate lungo l'arco delle vacanze natalizie, noi
ci limitiamo a sottoscrivere l'analisi fatta da Limone e cioè che è
innegabile che vi è stata una flessione del 20%, il resto è aria fritta.