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Gli Editoriali di Giuseppe Genta
| ANNO 2009 |
| GENNAIO |
| FEBBRAIO |
| MARZO |
| APRILE |
| MAGGIO |
| GIUGNO |
| LUGLIO |
| AGOSTO |
| SETTEMBRE |
| OTTOBRE |
| NOVEMBRE |
| DICEMBRE |
E così eccoci nel 2009 un anno che da molti viene
visto come la cartina di tornasole per il futuro economico del nostro Paese, c'è
chi ritiene che il peggio sia passato e chi pensa invece che debba ancora
arrivare.
Una cosa è certa gli italiani stanno incontrando notevoli difficoltà a vivere la
quotidianità e soprattutto a far quadrare i conti a fine mese e una tale
situazione non aiuta di certo a programmare in maniera razionale i propri
hobbies e divertimenti e di conseguenza le tanto desiderate e sognate vacanze.
Chi ama la neve si è trovato da subito a dover affrontare il problema avendo
quale ghiotta occasione quella delle vacanze natalizie, che tradizionalmente
vedono convogliare gli amanti dello sci nelle località sciistiche.
Le appena trascorse vacanze hanno fotografato in maniera chiara e lucida la
situazione di crisi che sta attraversando l'Italia, sono state le vacanze del
mordi e fuggi, buon numero di presenze ma unicamente giornaliere e si sa che
questo tipo di presenza lascia poco in termini di economia sul territorio.
E' sparita quasi del tutto la vacanza lunga, alcuni hanno optato per il ponte di
Natale altri hanno scelto il ponte legato a Capodanno, non si può parlare
assolutamente di pienone ma semmai di una concentrazione di presenze nel weekend
di Capodanno.
Certo queste vacanze natalizie sono state falsate anche dal tempo che portando
neve quando non avrebbe dovuto portarla ha mandato in tilt la circolazione e ha
congestionato la fruibilità dei parcheggi, il problema però è un altro, da una
parte ci lamentiamo se non arriva la neve e poi quando arriva ci lamentiamo
perchè ne è scesa troppa, ma non ci ricordiamo che trent'anni fa nevicate come
quelle di quest'anno erano nella norma per cui sarebbe più saggio attrezzarsi in
maniera adeguata per fronteggiare e sistemare nei tempi dovuti la neve mandata
dal cielo; è impensabile che oggi a quasi quarant'anni dalla prima passeggiata
sulla luna una stazione sciistica che vive sul turismo della neve non sia in
grado di smaltire e lavorare la neve, ma debba addirittura chiudere l'ingresso
ai turisti e limitarlo unicamente ai residenti e ai proprietari di seconde case,
e questo sarebbe promuovere il turismo?
Un messaggio chiaro e inequivocabile lo hanno lasciato le vacanze natalizie, la
stagione invernale da sola non basta più per far quadrare i conti di chi vive di
turismo tutto l'anno o anche solo stagionalmente, per cui è auspicabile che ci
si renda conto quanto prima che il turismo deve e può vivere anche in montagna
per almeno dieci mesi all'anno e che quindi si comici a pensare ad una seria
programmazioni di eventi primaverili ed estivi in grado di catturare
l'attenzione di nuovi potenziali turisti. Se ciò non avverrà saranno dolori per
tutti!
Marzo è il mese della mimosa e
della festa della donna e in questi ultimi anni sono cresciute di molto le
presenze sulle piste innevate delle rappresentanti del gentil sesso, per cui per
molte di loro si preannuncia la possibilità di trascorrere il loro giorno di
festa sulla neve, considerato che l'8 marzo cade di domenica.
Ma il mese di marzo è anche quello che fa da preludio alla chiusura della
stagione invernale, è in pratica l'ultimo mese completo da dedicare ad uno sport
che sta ritornando ad essere amato e praticato da un buon numero di
appassionati; da sempre infatti il mese di aprile che quest'anno nei suoi giorni
mediani ospita la S.Pasqua fa registrare una sorta di disamore per le piste da
sci e ciò è dovuto in buona parte al richiamo che comincia ad esercitare la gita
al mare.
Non è ancora tempo di bilanci definitivi in quanto un mese di operatività è pur
sempre un mese di lavoro, anche se a detta di molti operatori non si hanno
grosse aspettative su questo mese che prelude al fermo degli impianti di
risalita.
Il primo dato che viene fuori in maniera incontrovertibile è che la neve caduta
in quantità da record è riuscita solo in parte ad invogliare gli amanti dello
sci a garantire una loro presenza costante sulle piste, in più la neve caduta in
maniera massiccia sull'intero arco alpino ha ridistribuito equamente le presenze
tra le varie località sciistiche, per cui ogni località ha dovuto fare i propri
conti sulla base delle presenze dei suoi " abituè ", non potendo contare
sull'effetto migratorio che spesso e volentieri in periodi di carenza di neve
poteva fare la differenza per la località più innevata; insomma quest'anno si è
giocato ad armi pari.
Come avremo modo di constatare a fine stagione la differenza di presenze quest'anno
la dovrebbe fare chi meglio di ogni altra stazione sciistica avrà saputo offrire
per le settimane bianche una nuova cultura dell'accoglienza in grado di proporre
un'offerta sempre più diversificata, in risposta ad una domanda turistica che
diventa anno dopo anno sempre più esigente.
Lo sci è uno sport piacevole, appagante, rilassante e può diventare una sorta di
palestra invernale, ma quando si tratta di organizzare la propria settimana
bianca si cercano località capaci di offrire un ventaglio di servizi che possano
garantire oltre allo sci anche il divertimento e lo svago.
Buon fine stagione a tutti !
APRILE
E così la
stagione invernale è arrivata al suo epilogo, una stagione che sarà ricordata
per l'incredibile mole di neve scesa dal cielo, si contano metro più metro meno
quasi 10 metri di morbidi fiocchi che hanno consentito di sforare con l'apertura
degli impianti nel mese di maggio.
Ai più verrebbe da dire che quella appena passata possa essere ricordata come
una stagione da " record " per l'economia del comparto degli operatori che
traggono i profitti delle loro attività dal mondo della neve ed in particolare
dallo sci alpino.
Purtroppo la neve così copiosa non ha prodotto sul fatturato delle aziende quel
benefit o meglio quell'incremento tanto sperato ed agognato dagli operatori del
settore; la neve costante ha portato un aumento delle presenze sulle piste, ma
tali presenze si sono rivelate essere presenze di tipo giornaliero, il cosidetto
mordi e fuggi, e si sa che questo tipo di presenza porta quasi nulla agli
operatori economici del settore, fatta eccezione per chi gestisce gli impianti
di risalita.
Altra nota dolente è stato il brusco calo di presenze nel periodo
tendenzialmente dedicato alle settimane bianche, e cioè lungo l'arco del mese di
febbraio e tale calo è imputabile ai costi non proporzionati richiesti per gli
affitti settimanali delle case.
Viene quasi spontaneo porsi una domanda : ma se fosse scesa la metà della neve,
oggi a piste ferme, quale bilancio della stagione potremmo stilare visto che
parliamo di pareggio o di cali variabili tra il 10 ed il 30 % con un'annata
caratterizzata da nevicate da record?
E da qualche mese a questa parte che non ci stanchiamo di scrivere che ogni rosa
ha le sue spine e nel nostro caso le spine sono l'incapacità di rendere
appetibile turisticamente la nostra stazione turistica per almeno 10 mesi
all'anno.
Chi opera in maniera corretta sul nostro territorio non può sentire come
necessaria tale evenienza, o si riesce ad ampliare l'offerta turistica o
qualcuno avrà qualche brusco risveglio.
Non capire o peggio non voler capire che l'investire sulla stagione estiva è
ormai diventata una necessità primaria, potrebbe essere un errore imperdonabile,
sempre che a chi opera sul territorio, interessi lo sviluppo tguristico del
nostro territorio ed in modo particolare delle nostre località turistiche.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
Giugno è
il mese della mietitura, quello in cui i contandini
raccolgono il frutto del loro lavoro ma è anche e soprattutto per chi vive
di turismo il mese che prelude all'estate, per cui gli operatori del
turismo cominciano a ragionare su quanto avranno da proporre ai turisti
che arriveranno nei mesi di luglio ed agosto.
La crisi che sta attraversando il nostro paese non ha risparmiato il
comparto del turismo e sono in molti gli operatori del settore che nutrono
dubbi sul fatto di poter lavorare in maniera soddisfacente durante il
periodo estivo.
E' notorio che l'estate voglia dire da sempre " tutti al mare " però è
altrettanto vero che molto spesso dopo una vacanza al mare si senta più
che mai l'esigenza di trascorrere un periodo di vacanza in montagna con lo
scopo di ossigenarsi un pò.
L'andare al mare per molti è una vera e propria esigenza dopo il freddo
patito durante l'inverno, mentre l'andare in montagna per altri è il
soddisfare la passione di stare all'aria aperta e a contatto con la
natura.
Insomma mare e montagna vogliono dire entrambe turismo ed economia per chi
fa del turismo la propria professione, ma vogliono dire soprattutto
divertimento e rilassamento.
Ci si può rilassare in spiaggia sotto il sole cocente o su di un sentiero
di montagna a raccogliere genzianella o stelle alpine ma a fine giornata
la parola d'ordine sarà sempre e comunque " divertimento ".
Ecco quindi che diventa indispensabile saper offrire divertimento ai
turisti che scelgono le varie località per le loro vacanze.
Quest'anno ci sembra che Prato Nevoso abbia saputo offrire un ampia scelta
di manifestazioni a quanti vorranno soggiornare nella nostra località
durante i mesi estivi, per cui ci auguriamo che i turisti possano
apprezzare lo sforzo organizzativo che la Associazione Turistica ha
compiuto per mettere in piedi un cartellone di eventi e manifestazioni di
tutto rispetto.
Per cui se siete ancora dubbiosi su dove trascorrere la vostra estate,
date un occhiata al programma estivo predisposto dalla Associazione
Turistica Prato Nevoso e ... fateci un pensierino... nel frattempo buon
bagno a tutti...
Luglio
non si sta presentando nel migliore dei modi per chi vive diel turismo di
montagna, è innegabile che la crisi si fa sentire tanto al mare quanto in
montagna, ma non sono così convinto che gli italiani non vadano più in
vacanza.
Semmai hanno fatto di necessità virtù, per cui stanno imparando giorno
dopo giorno a selezionare e a programmare le loro vacanze.
Non è più così automatico che chi ha una casa in montagna la frequenti per
forza di cose con una certa assiduità; la gente oltre al piacere di andare
in montagna vuole trovare ad aspettarlo un ambiente accogliente, dei
servizi e soprattutto vuole divertirsi.
L'Associazione Turistica Prato Nevoso ha messo in piedi un calendario
delle manifestazioni estive di tutto rispetto, ma i frutti di questi
impegno verranno colti non da subito, perchè la gente essendo rimasta
scottata per troppi anni, nutre una certa diffidenza nel pensare che
finalmente qualcuno si sta muovendo nel modo giusto, facendo seguire alle
parole i fatti ; del resto è il primo anno che a Pasqua si è presenatto il
calendario delle manifestazioni estive.
E' troppo presto per tirare delle conclusioni affrettate oggi che siamo
solo all'inizio della stagione estiva, lasciamo che gli habituè ed i
turisti che frequenteranno Prato Nevoso questa estate possano farsi una
loro idea su cosa funziona e su quanto invece non funziona, solo allora
potremmo trarre le giuste e dovute conclusioni.
Buone vacanze estive a tutti!
Quando lo
scorso autunno la rivista Touring Club pubblicò una interessante
classifica sulle località turistiche che svolgono la doppia attività
invernale ed estiva, classifica che collocava Prato Nevoso all'ultimo ( o
gù di lì ) posto di questa classifica, alcuni addetti ai lavori si
risentirono o peggio tirarono fuori giustificazioni banali quali quella
che le classifiche pubblicate da questa o quella rivista non sono
attendibili in quanto suscettibili di interventi da parte degli operatori
del settore.
Oggi a distanza di quasi un anno e in piena stagione estiva, Prato Nevoso
offre a quei malcapitati turisti che la frequentano uno spettacolo
desolante, incuria da ogni parte, assenza dei principali servizi
essenziali, cantieri e discariche disseminati in ogni dove, e giusto per
gradire una bella centrale termica che ben si accompagna al panorama
montano.
La scorsa estate l'economia legata al turismo aveva fatto registrare un
brusco picco in discesa, quest'anno dalle prime avvisaglie si può già dire
che sarà un'autentica caduta libera quasi alla si salvi chi può.
Quello che non riusciamo a capire è quale meccanismo perverso segua questa
località turistica, che pur avendo delle potenzialità incredibili sta
cercando di fare di tutto e di più per respingere i turisti anzichè
accoglierli con la dovuta professionalità.
E non mi si venga a dire che chi ama andare in vacanze e soprattutto chi
ama la montagna anche in estate non esce più di casa, sono tutte storie,
basta, per togliersi lo sfizio di sapere, fare qualche telefonata agli
uffici del turismo delle più note località montane dell'arco alpino, per
capire che da quelle parti, spettacoli desolanti come la piazza di Prato
Nevoso completamente vuota nella prima settimana di agosto, non sono nelle
loro corde.
Ma il bello o il brutto è che il peggio deve ancora arrivare,basti solo
pensare che i paesi dell'est si stanno attrezzando per raccogliere il
turismo invernale e quando questi Paesi entreranno di prepotenza sul
mercato invernale con prezzi competitivi al massimo e servizi collaterali
di tutto rispetto allora si che saranno dolori...
Buone vacanze , ovunque voi siate.
Un antico
proverbio dice che " a settembre e a febbraio la durata del giorno è pari a
quella della notte e così piano piano se ne arriva l'inverno " e in effetti è
vero, settembre è un mese che spesso e volentieri in montagna fa da anticamera
all'inverno, non essendo cosa inusuale veder arrivare la prima neve già nel
corso del mese di ottobre.
Ma settembre è anche il mese del tirar le somme della stagione estiva, e mai
come quest'anno la nostra vallata ha fatto registrare un calo di presenze che
definire preoccupante è già voler dire essere ottimisti al massimo.
Certo l'intero comprensorio ed in particolar modo la Val Maudagna non hanno
tratto alcun vantaggio dal cambio di amministrazione avvenuto nel Comune di
Frabosa Sottana, che di fatto amministra le località turistiche presenti sul
territorio comunale, tanti proclami : inondazioni di fiori annunciate a
destra e a manca e quest'estate a Prato Nevoso oltre a non aver visto un solo
fiore sono mancati del tutto anche i servizi più essenziali, quelli che anche
nel più sperduto o disastrato dei Comuni sono presenti : le panchine e i servizi
igienici.
Quest'anno siamo arrivati all'assurdo di non avere nella zona della Conca di
Prato Nevoso un servizio igienico ( degno di tale nome ) al servizio della
cittadinanza e soprattutto dei turisti.
Per il resto è meglio stendere un velo pietoso su discariche abusive, centrali
termiche, cantieri a cielo aperto, e strade rotte e disastrate che hanno
fotografato in maniera indelebile negli occhi dei pochi malcapitati turisti lo
stato di degrado ed abbandono in cui versa Prato Nevoso.
Non vorrei essere nei panni di uno dei tanti proprietari di seconde case che
hanno investito i loro soldi in quel di Prato Nevoso, che pagano regolarmente
l'ICI e la nettezza urbana e che si trovano a vivere in piena stagione estiva in
un paese fantasma.
Mi auguro che le cose possano cambiare e con una certa celerità e che la nuova
amministrazione comunale sappia lanciare un segnale chiaro di essere in grado di
invertire la rotta, e se ciò non avvenisse non mi stupirei che molti proprietari
di seconde case diano vita ad uno sciopero fiscale non versando più nelle casse
comunali i soldi dell'ICI per l'anno a venire.
Allora sì che qualcuno sarà chiamato veramente a render conto delle proprie od
altrui responsabilità.
Baciamo le mani.
E così
siamo arrivati a novembre il mese che precede l'apertura della stagione
sciistica, il mese in cui gli addetti ai lavori cominciano a rimettere
in ordine le proprie attività per farsi trovare pronti quando neve
permettendo si darà il via alla stagione invernale, che di solito da
sempre coincide con il ponte dell'immacolata.
a dire il vero quest'anno sull'onda delle incredibili nevicate dello
scorso anno sono in molte le stazioni sciistiche che hanno fatto un
pensierino ad una apertura anticipata all'ultimo weekend di novembre.
Certo in termini economici aprire prima significa portare fieno in
cascina in anticipo ma per fare questo bisognerà che la neve cominci a
scendere in tempo per poter approntare gli impianti e strano m vero
quest'anno sembra che la neve ritardi un po', al contrario dello scorso
anno quando già a fine ottobre era scesa in maniera copiosa. Mai come
quest'anno vi sarà bisogno di una presenza costante della neve per dare
una continuità al lavoro di chi opera in montagna, molti dicono che il
peggio della crisi è passato ma siamo convinti che tutto il 2010 sarà
ancora un anno di quelli tosti; le famiglie sono alle prese con il far
quadrare i loro bilanci e se è pur vero che lo sci è comnunque uno sport
che tira, è altrettanto vero che non sono molte le fmiglie che possono
permettersi di mettere in fila più di due weekend sulla neve al mese.
auguriamoci quindi che la neve arrivi al punto giusto e che soprattutto
si distribuisca in maniera costante nell'arco della stagione e non in
maniera invasiva come lo scorso anno, quando la troppa neve ha annullato
degli interi weekend.
Incrociamo gli sci facendo i debiti scongiuri e godiamoci appieno il
mese di novembre che è quello che tiene impegnata la nostra mente su
quello che sarà per uno sciatore l'attimo più importante dell'intera
stagione, quello in cui riassaporerà per l'ennesim volta il piacere di
fiondarsi su di una pista da sci!