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Un libro al  Giorno

Lo scafandro e la farfalla di Jean-Dominique Bauby

Edizioni Ponti alle Grazie

E' un libro scritto con la passione e la determinazione di chi scrivere non può più e non può più fare nulla di ciò che la vita gli ha permesso di fare per quarantaquattro anni.
Redattore capo della prestigiosa rivista francese "Elle", Bauby viene colpito improvvisamente da quella che i medici chiamano "locked-in syndrome" (un ictus che immobilizza il corpo lasciando lucida e perfettamente consapevole la mente): una sindrome rara ed estremamente grave che lo getta in un coma profondo da cui esce dopo molti giorni, ritrovandosi completamente paralizzato. Dopo l'impatto traumatico iniziale con questa nuova realtà, Bauby riprende con gran fatica le comunicazioni con il mondo esterno. L'unica parte del suo corpo ancora "dominabile" è una palpebra, quella dell'occhio sinistro. Ed è con quella che crea un sistema di comunicazione complesso, una sorta di codice alfabetico che gli permette di trasmettere i suoi pensieri a chi gli sta vicino. Con l'uso di questo codice Bauby detta il suo libro a una redattrice del suo editore, Claude Mendibil, che pazientemente annota, rilegge e riscrive insieme a lui.
Lo scafandro nonostante tutto non ha impedito alla farfalla di uscire, di comunicare, di ricordare la vita vissuta e immaginare un ipotetico futuro, di raccontare le sue sensazioni, le sue disperazioni ma anche le aspettative, le speranze ed anche i rari momenti di felicità.

Jean-Dominique Bauby nasce nel 1952. Giornalista e redattore capo di "Elle", era padre di due bambini. Dall'8 dicembre 1995 ha condotto un'esistenza di grande disabile. È morto in seguito a un arresto cardiaco il 9 marzo 1997, all'età di 45 anni, pochi giorni dopo aver visto pubblicato il suo libro in Francia. Prima di morire ha fondato l'A.L.I.S. (Association of the locked-in syndrome).

Dal suo libro è stato tratto l'omonimo film del regista Julian Schnabel che ha vinto al Festival di Cannes 2007 il premio per la miglior regia, oltre a due Golden Globe.

 

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