Il grido del
gabbiano di Emmanuelle Laborit
( con Marie-Thérèse Cuny )
Rizzoli Editore
Emmanuelle Laborit è il gabbiano. Emmanuelle è sorda: i suoni della sua prima
infanzia non sono parole ma urla acute. Nel trascorrere della sua vita prende
piena coscienza della sua diversità e, assieme alla consapevolezza, nasce la
ribellione. Una ribellione che è rivolta non contro la propria diversità, ma
contro l'ipocrisia e la falsità del mondo degli udenti che, anche quando si
propone di volerla aiutare, di fatto annulla la diversità che turba e fa paura
e opera per ricondurla alla più tranquillizzante normalità.
La lingua e la cultura dei
sordi sono negate al proprio popolo e quando emergono vengono ricacciate,
anche con prepotenza. Emmanuelle è di ciò consapevole: si ribella e soffre.
Il grido del gabbiano non è un libro che parla di sordi. È un libro che parla
della diversità e della violenza secolare che questa suscita, violenza che si
può esprimere in mille forme, dalle più aspre alle più sottili, ma non per
questo meno pericolose.
Emmanuelle, come i gabbiani della poesia di Cardarelli, nel corso della sua
adolescenza travagliata sfiora la vita senza trovare un rifugio rassicurante
fino a quando scopre la sua vocazione come attrice. Un'attrice sorda!
Nel 1993 vince il premio
Moliére in Francia, come rivelazione teatrale dell'anno, interpretando "Les
Enfants du silence", l'opera teatrale di Mark Medoff, divenuta un classico in
Francia, che tratta della drammatica contrapposizione tra due mondi, quello
dei sordi e quello degli udenti.
Emmanuelle Laborit,
affermata attrice teatrale e cinematografica, nasce in Francia il 18 Ottobre
1971.
È figlia di uno psichiatra e
psicanalista e nipote del grande biologo Henri Laborit, lo studioso che grazie
ai suoi studi sulla clorpromazina ha consentito la sintesi dei primi
tranquillanti.
L'autrice nasce sorda. A
dispetto della sua condizione, nel 1993 vince il prestigioso Premio Moliére.
Scrive "Il grido del gabbiano" nella primavera del 1994. Prosegue con successo
la sua carriera e nel 1997 è chiamata a interpretare Marianna Ucrìa, nel film
omonimo di Roberto Faenza, tratto dal romanzo di Dacia Maraini.